Diario di bordo

Una  maturità che passerà alla storia la maturità 2020, quella del covid 19, e una  cerimonia di consegna dei diplomi indimenticabile, tra  congratulazioni, applausi, lacrime di commozione.

 

“Un anno scolastico difficile e travagliato, che si è concluso felicemente” – ha detto la preside Marcella Bodo, congratulandosi con gli studenti  per gli ottimi risultati ottenuti:  media  delle classi superiore a  81 per tutte  le quinte e ben   quattro 100.

“ I risultati ottenuti non sarebbero stato possibili senza la preziosa collaborazione  dei professori e  anche dei genitori che scelgono la nostra scuola con fiducia e che con fiducia ci affidano i loro figli”.  

 

Due studenti, Edoardo Vigo e Alessandro Tazzetti, hanno parlato a nome  dei loro compagni,  mentre sullo schermo scorrevano le fotografie dei protagonisti della cerimonia, nei  tanti momenti insieme, a scuola e fuori.  Struggente colonna sonora,composta da un compagno di quarta,il bravissimo rapper Mattia Strafile.

 

Edoardo, 5 A,  ha ricordato aneddoti  e caratteristiche di docenti e non docenti che  hanno accompagnato lui e i suoi compagni in un viaggio lungo 5 anni: da Milena, la sorridente e sempre disponibile segretaria didattica a Salvo, con le sue giornaliere strigliate nei corridoi perché di tornare in classe,  dopo l’ intervallo, nessuno voleva saperne. Dal prof. Ghisu, innamorato della sua materia, Fisica, trattata spaziando da Platone a  Aristotele, da Dante a Einstein e Newton, al prof. Rostagno, con le sue indimenticabili lezioni su  Hegel, Schopenhauer, Nietzsche e Heidegger, precedute dal rituale di precisione callimachea di calibrazione della LIM. Dalla prof.ssa Piazza, l’ “iron lady” dal cuore d’oro, oscillante tra il desiderio di fare giustizia sommaria per le esternazioni poco scientifiche della classe  e la voglia di ridere  a  crepapelle. E poi i  tre maestri della pazienza: il prof. Puttilli, capace di resistere a congiuntivi ballerini, consecutio  temporum discutibili e temi sgrammaticati, il prof. Afrito, uomo di acciaio, imperturbabile custode della pazienza, che contrastava la sua disperazione per lo spagnolo barcollante di qualche studente con camicie coloratissime e la prof.ssa Baracco,la più comprensiva delle insegnanti, a cui andrebbe costruita una statua per aver sciolto gli infiniti dubbi riguardo l’esame; indimenticabili le sue lezioni su Wasteland di T.S Elliot. Il prof. Novellino, capace di far innamorare delle sua materie; Diritto e Economia e altrettanto capace di improvvisare  scherzi  ai nostri danni, come chiederti di parlare di argomenti inesistenti, ad esempio  il  “ periplo logico” durante un’ interrogazione. La prof.ssa Maccioni, che  ha cercato di trasmetterci la sua passione per la matematica che traspariva da ogni sua lezione. La prof.ssa Campagnoli, una delle insegnanti a cui siamo più affezionati perché ci ha seguito dalla prima alla quinta e ci ha lasciato molto spazio per esprimerci in modi diversi: dalla poesia ad imitazione dei lirici latini, al confronto tra la politica al tempo di Seneca ed oggi, al diario al tempo del coronavirus.  Indimenticabili le  risposte della classe alla domanda “ In amore ti senti più affine a Catullo o a Ovidio?”, soprattutto quelle di alcuni maschi, strenui difensori dei principi ovidiani della libertà in amore. Ultimo, ma non ultimo per importanza, il ringraziamento alla Preside, che negli anni è sempre stata comprensiva e  disponibile nei confronti di tutti gli studenti, interessandosi alle valutazioni di tutti e incitando a dare sempre il massimo.

Alessandro, 5CD,  ha raccontato i momenti più significativi dei viaggi con i compagni e i professori:  dal viaggi in Inghilterra,  Spagna e  Portogallo con le professoresse Sanesi, Aghemo, Baracco, compagne di viaggio indimenticabili per l’ attenzione, la disponibilità, l’allegria, agli eventi organizzati dalla prof.ssa Sabatino, come l’ incontro on line con Saviano e la  partecipazione alla trasmissione televisiva: “Per un pugno di libri”, vinta dalla classe. Ha spiegato come, durante la preparazione all’evento e la gara stessa, si sia creato uno spirito di gruppo che ha unito molto i compagni e che certamente  contribuirà  a tenerli  in contatto anche negli anni dell’università. Ha detto che gli è dispiaciuto non aver iniziato il suo percorso di liceo al Vittoria, perché gli anni  trascorsi con noi sono stati belli e di  grande soddisfazione e che sempre porterà, come i suoi compagni, il ricordo dei suoi anni liceali nel cuore.

 

E’ poi stata la volta  della signora Valfrè di Bonzo, che, a nome di tutti i genitori ha detto che sono trascorsi 5 anni ricchi di cose belle e di emozioni  e che, durante la quarantena, è stato molto apprezzato dalle famiglie che i  ragazzi, potessero,  ogni mattina, seguire con i loro compagni e professori  le abituali lezioni, mantenendo in un periodo tanto difficile, una sorta di normalità che li ha molto aiutati.

 

Indossato il tocco, e spostata a sinistra  la nappina, a indicare il passaggio da studente a diplomato, ogni “maturo” ha ricevuto il suo certificato provvisorio di diploma.

 

La cerimonia si è conclusa con il tradizionale lancio dei cappellini nel cortile della scuola