Set 9, 2022 | News

Nei giorni 5 e 6 settembre si è tenuta la Graduation dei Licei quadriennale e quinquennale e della VIS, cerimonia organizzata per festeggiare gli studenti diplomati.

La preside Marcella Margaria Bodo e la coordinatrice della VIS Deborah Gutowitz hanno voluto condividere con tutti i presenti la gioia di aver contribuito a traghettare tanti ragazzi verso la loro vita autonoma con la speranza che abbiano carriere e professioni di successo e soddisfazione.

Ai docenti è andato il riconoscimento per essersi dimostrati forza insostituibile e per aver saputo interpretare la dimensione educativa, formativa e innovativa dell’insegnamento.

Ai genitori il ringraziamento per aver scelto la nostra scuola con fiducia e con fiducia averci affidato i loro figli.

L’evento è proseguito con le testimonianze, di cui alleghiamo copia alla fine dell’articolo, dei rappresentanti degli studenti e dei genitori, momenti molto divertenti e allo stesso tempo commoventi,

Gli interventi sono stati intermezzati dalla musica di Mattia Vitali, nella doppia veste di Dj e diplomato, e le canzoni di Sofia Rossi, studentessa di 3B.

In chiusura, la consegna dei diplomi e il consueto lancio dei cappelli.

 

“Sorrisi, pianti, risate e momenti indimenticabili, un concentrato di ricordi che hanno segnato il nostro percorso di 4 anni.
Quattro anni fa ci siamo sedute per la prima volta nei banchi della 4bis, dove inizialmente in 9 sconosciuti ci guardavamo tutti con paura e curiosità.
Non solo non sapevamo se ci saremmo trovate bene come liceo, ma anche se il quadriennale sarebbe funzionato, come diceva sempre la professoressa Campagnoli, siamo sperimentali

Adesso facciamo tutti un applauso per il nostro corpo docenti

BARACCO
La regina della pazienza, colei che ci ha supportato lungo tutto il percorso. Hai un dubbio? Vai dalla professoressa baracco che sicuramente te lo risolverà. Però attenzione a non farla arrabbiare, potrebbe sfoggiare enormi penitenze come non caricare gli appunti su classroom o anticipare la consegna di persepolis. Affettuosa, disponibile e sempre pronta ad aiutarti in caso di difficoltà, possiamo definirla un po’ la seconda mamma di tutti noi.

ROSTAGNO
Il professore che ama insegnare
La ricorderemo non solo per l’eleganza con cui veniva a scuola, nonostante i 30° aveva sempre camicia e giacca, ma anche per il suo immancabile inizio di lezione: arrivava in classe, accedeva la lim, apriva l’applicazione che solo con lui funzionava, calibra la lim toccando tutta una serie di puntini che apparivano sullo schermo e magicamente si aprivano tutti gli appunti delle lezioni precedenti.
Ricorderemo sicuramente tutti le ultime lezioni del professore in cui, essendo in aula magna, si è trovato obbligato ad usare la lavagna normale.
La preoccupazione non è mancata, non appena il professore varcava la porta della classe grabbi si alzava e gli diceva “professore oggi niente camicia bianca vero?” Guai se si fosse macchiata! Per via della sua calligrafia poco comprensibile era difficile comprendere ciò che ci fosse scritto alla lavagna. Qualche temerario ha avuto il coraggio di chiedere che cosa ci fosse scritto alla lavagna ma la sua risposta era chiara “ma sei miope?”

PUTTILLI
Dopo aver resistito ai temi della 4b è ormai pronto a tutto. All’inizio molto temuto da tutti gli alunni, dopo la consegna del glossario di 18 pagine di figure retoriche in classe regnava il silenzio per paura che scatenasse “tuoni e fulmini” e ci facesse il test a sorpresa. Ancora più temuto era l’errore di “incappare nel plagio” che avrebbe comportato un 2 o la frase “adesso ve lo valuto questo tema” in questo forse al 4 saremo arrivati .
Nessuno dimenticherà mai la lezione in dad con il professore in cui, vedendo federica distratta le chiede che argomento si stesse trattando e lei, sicura di se, risponde a tono: “certo prof stiamo affrontando l’ipallage”, con tanto di accento francese. Il professore, sbalordito decide di passare avanti evitando commenti anche se era evidente che avrebbe voluto ridere anche lui.
Con i nostri maschi della classe è ancora rimasta in sospeso una sfida a basket… chissà chi vincerà.

LECCIA
Il professor Leccia
Temuto da tutti gli studenti in corridoio per il rimprovero sulla mascherina, lasciava già le porte aperte in attesa dei soliti 3 ritardatari. La vogliamo ringraziare per averci accompagnato per le strade di New York. La ricorderemo per il suo essere comprensivo anche durante le interrogazioni.

AGHEMO
“il contenuto c’è ma la lingua… dai ci sentiamo la prossima volta”.
Le sue verifiche di grammatica rientrano anche loro tra i test più temuti del liceo. All’ora della verifica la classe era talmente vuota che si sentivano i grilli da fuori. C’è chi aveva l’appuntamento fisso dal dentista, chi era stato proprio male l’ora prima e chi invece ha avuto problemi di famiglia… insomma ci si inventava di tutto a costo di evitare la verifica “infinito o subjuntivo”. Una persona simpatica e gentile ma soprattutto sempre aggiornata sulle prossime serate in programma grazie a suo figlio emanuele.

MACCIONI
Potrebbe sembrare la classica professoressa di matematica ma vi assicuro che non lo è! Nonostante i continui tentativi di noi alunni di rimandare all’infinito le verifiche e le interrogazioni alla fine è riuscita a valutare anche chi sembrava impossibile. Appassionata della matematica e con i suoi aneddoti e le sue spiegazioni è riuscita a conquistarci tutti.

MARTINELLI
Per essere un professore della 4b ci vuole proprio tanta pazienza e la professoressa martinelli ne ha avuta moltissima.
Sempre pronta a chiarire i dubbi ,a correggere le nostre pronunce che spesso facevano rabbrividire e soprattutto a darci buoni consigli. Indimenticabile la gita a vichy e la preparazione ai diversi delf.

PASCALE
Le lezioni più divertenti in assoluto che oscillavano tra rimproveri, “coucou” e sorsi di tisana rigorosamente presa da Monginevre.
Grazie di tutto madame

CAMPAGNOLI
E in fine la professoressa Campagnoli, l’anima della classe e del progetto quadriennale.
Oltre alle sue doti nell’insegnare diritto e latino, la ricorderemo per il suo essere presente dal primo all’ultimo giorno.
In lockdown ogni mattina ci svegliavamo con un suo “buongiorno” e ogni volta prima di qualche esame o evento ci dava l’imbocca al lupo accompagnato da qualche emoji verde per portar fortuna.
Questi emoji e l’aula verde avranno attirato qualche folletto, che spesso rubava i compiti di metà classe e nessuno sapeva dov’erano finiti, il mistero non si è ancora risolto.
Che fosse diritto o latino, alla professoressa le lezioni normali non piacevano. Nei compiti cercava sempre di unire attualità e passato, confrontando i nostri pensieri ad opere scritte da Quintiliano, Seneca o Catullo.

Purtroppo il tempo non mi permette di ricordare uno a uno i miei compagni della 4b.
Grazie di tutto, siete stati compagni di viaggio che nessuno di noi dimenticherà, ognuno di noi ha insegnato tanto agli altri. Ma quello che più ci ricorderemo saranno le litigate per le programmate, i pranzi fatti di fretta in gastronomia, i dubbi pre maturità e i tornei di call of duty.

Nonostante il covid ci ricorderemo anche delle gite assieme, come quello alle canarie, di cui sicuramente è rimasto impresso il cibo ottimo e i letti comodi e grandi. Invece Del viaggio a Roma non dimenticheremo gli armadi e il bagno in cui ci nascondevamo quando sentivamo dei passi della professoressa Piazza.

Insomma insieme ne abbiamo passate tante. Anche se non ci vedremo più come prima ricordatevi che non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo”

Rachele Grabbi e Camilla Barra, 4B

“Buon pomeriggio a tutti, sono molto emozionata… e felice di essere qui e di avere  l’opportunità di spendere ancora una volta due parole per spiegare a voi qui presenti quello che ha rappresentato per molti di noi questa scuola. 

Oggi fra l’altro è una giornata speciale, casualmente mi è capitato di far coincidere nello stesso giorno due avvenimenti importanti, che in un modo o nell’altro si completano. Da  un lato, ora qui sto chiudendo un percorso durato 5 anni, anche se alla fine potremmo dire  che nel nostro cuore resterà tutta la vita, perché come ci dicono in molti gli anni del liceo  saranno sempre nella nostra memoria. D’altro lato invece, stamattina, ho sostenuto il test  che, FORSE, mi permetterà di accedere alla facoltà dei miei sogni… direi una giornata  piuttosto intensa.  

Voglio iniziare con una frase che mi è stata detta giusto un paio di mesi fa da una persona  di questa scuola che ha inciso in maniera estremamente positiva in questo percorso, e io la  voglio usare per aprire questo mio discorso: “non è facile scrivere parole adeguate a chi si  è regalato un pezzo di cuore”, penso sia la maniera giusta per iniziare, perché è vero  sedermi dietro la scrivania e cercare le parole giuste senza finire nel lungo e nel noioso non  è stato facile. 

La prima cosa che voglio fare è, ovviamente dire GRAZIE con gran sincerità e affetto a tutti  coloro che ci hanno accompagnato in quest’incredibile percorso che è stato il Vittoria: in  primis la NOSTRA PRESIDE che ha saputo accoglierci, coccolarci nei momenti difficili e  metterci in riga quando era necessario. Proprio a partire da ciò voglio spiegarvi quella che  è la mia visione della scuola, un po’ come una squadra di calcio, lo so, sembra strano però  alla fine ci sono molte similitudini. 

L’allenatore e dirigente ovvero la nostra preside, seguita da un’incredibile squadra, coloro  che sono sotto la luce dei riflettori, ovvero i professori alias calciatori, tutti con il numero  10 sulla schiena e la fascia da capitano attorno al braccio, perché ognuno di loro svolge un  compito in egual modo importante, e poi coloro che invece sono un po’ meno esposti ma  assolutamente centrali, tutti i collaboratori scolastici su cui alla fine si erge tutto ciò. Cinque anni sembrano tanti, ma ora che sono passati mi guardo indietro ed ogni ricordo è  nitido, come se fosse accaduto giusto un paio di giorni fa… in cinque anni abbiamo ricevuto  molto e abbiamo dato altrettanto, cercando di equilibrare i piatti della bilancia,  riuscendoci, chi più e chi meno. 

Siamo ragazzi cresciuti e maturati ognuno in modi e tempi diversi, come coloro che hanno  chiuso questo percorso prima di noi e senz’altro anche come coloro che verranno dopo di  noi. 

È stato un viaggio tortuoso, per quasi un anno non ci siamo visti e ciò in qualche modo ha  influenzato la nostra crescita, la nostra voglia di socializzare e di rapportarci gli uni con gli  altri, tra noi ragazzi ma anche con voi professori. Però una volta tornati si è  immediatamente ritrovata quella sintonia che è caratteristica di questa scuola, e di chi è il  merito? Di tutti voi o meglio, di tutti noi. 

Si sono strette amicizie importanti, quel tipo di rapporto che tra 50 anni magari verrà  definito come “l’amico/a di una vita” o semplicemente “il mio o la mia compagna di  banco”, questo è un po’ l’auguro che mi faccio e faccio a tutti voi cari amici diplomandi,  che tutto ciò che abbiamo costruito duri nel tempo e che le amicizie che ci sembrano  indissolubili siano tali davvero.

Concludo augurandovi e augurandomi che la fine di questo percorso non sia altro che  l’inizio di una vita piena di soddisfazioni per tutti, che per ognuno di noi ci sia in serbo un  futuro brillante, felice ed in salute e che le difficoltà e le delusioni che inevitabilmente  incontreremo siano più facilmente superabili grazie all’aiuto a crescere che abbiamo  ricevuto in questi anni sia a scuola sia a casa. 

Io vi abbraccio tutti eeeee vi dico che un addio suona troppo serio e allora vi dirò BYE BYE. Grazie a tutti.”

Clara Padovano, 5CD

“Buonasera cari compagni, professori, genitori, e preside.
Mi trovo qui poiché è di mia grande premura poter spendere qualche parola su questa classe e il ruolo che ha avuto questa scuola nell’istruirla .
Ma cos’è sempre stata la scuola per noi?
La scuola, questa parola che da sempre intimorisce la maggior parte degli
studenti.
La scuola è noia no ? E’ seguire le lezioni che non piacciono, è parlare di nascosto con il proprio vicino di banco o ancora peggio giocarci insieme a tris.
Questa è la scuola fino a quando la si frequenta, nel momento in cui si inizia a crescere poi, si intende che ‘andare veramente a scuola’ significa educare la mente con il solo fine di educare anche il cuore.
L’apprendimento non si ottiene per caso, deve essere ricercato con ardore e diligenza, sentimenti puri che partono dal cuore e dall’anima di una singola persona.
Io sono orgogliosa di poter esprimere tutta la mia gioia e fierezza nei confronti dei miei compagni qui presenti oggi poiché sono riusciti a raggiungere i loro obbiettivi. Non sempre siamo stati diligenti e corretti nei confronti dei nostri
insegnanti, ma indubbiamente abbiamo imparato a ricercare quell’ardore che ci ha permesso di ottenere le soddisfazioni più grandi con le nostre forze e questo lo dobbiamo unicamente ai preziosi insegnamenti ricevuti, con tanto
affetto, dai nostri docenti.
Dedico a loro un ringraziamento particolare.”

Matilde Bruneri, 5A